Guide: routine, piano del giorno e ricordarsi le cose

La regola dei due minuti: cos'è, quando funziona e quando si ritorce contro

La regola dei due minuti, resa famosa dal metodo Getting Things Done, dice: se una cosa richiede meno di due minuti, falla subito invece di annotarla. Evita che le piccole cose si accumulino. Senza limiti, però, trasforma la giornata in una serie di interruzioni.

La regola base

Arriva un compito piccolo: una risposta veloce, un piatto da mettere via, un appuntamento da confermare. Lo finisco in due minuti? Se sì, subito. Se no, annotalo con un orario.

Non rompere il lavoro profondo

La regola vale quando stai già cambiando attività: messaggi, giro per casa, revisione della lista. Durante un blocco di concentrazione annota invece di fare.

Raggruppa i compiti brevi

Due o tre momenti fissi al giorno, per esempio dopo pranzo e a fine lavoro, per risposte, moduli e telefonate veloci.

Anche a casa

Appendi il cappotto, piatto in lavastoviglie, busta nel cestino. Evita l'accumulo che diventa un weekend di riordino.

Due minuti per iniziare

Per i compiti grandi l'obiettivo sono i primi due minuti: "scrivere la prima frase", "mettere le scarpe da corsa".

Annota tutto il resto

La regola funziona solo se l'altra metà è affidabile: ciò che dura di più va messo da qualche parte con un orario.

Attenzione ai falsi due minuti

"Un'occhiata veloce alla posta" non dura mai due minuti: va in un blocco, non negli spazi.

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